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San Martino

Era l’11 novembre, un giorno piovoso e freddo tanto che Martino cavalcava il suo cavallo avvolto in un mantello. Ad un tratto, sul suo percorso, Martino incontrò un vecchio mendicante coperto di stracci barcollante e infreddolito.

Martino voleva aiutarlo, ma non aveva denaro né una coperta da offrirgli e così prese il suo mantello e con la spadalo tagliò a metà donandone una parte al vecchietto. Poco dopo aver compiuto questo gesto il clima si riscaldò e dalle nuvole spuntò un sole radioso. Ecco “L’estate di S. Martino, come ancora oggi vengono chiamate le belle giornate di novembre.

La tradizione riveste queste giornate di una grande importanza, erano giorni di festa per tutto il popolo, si beveva il vino nuovo e si facevano le fiere. Iniziava l’attività dei tribunali, delle scuole, c’erano le elezioni e si pagavano gli affitti, chi non raggiungeva l’accordo faceva “S. Martino” cioè traslocava in altri terreni. Riprendendo lo spirito della tradizione la Bandabidù cerca di far rivivere il “clima” di quelle giornate di novembre a Clusone.

San Martino
 

Bartolomeo Vivarini (Venezia, 1430 circa - post 1491)
San Martino e il povero - tempera su tavola, cm 118x54 Bergamo Accademia Carrara
 

 

Bartolomeo Vivarini (Venezia, 1430 circa - post 1491)
San Martino e il povero - tempera su tavola, cm 118x54 Bergamo Accademia Carrara
 

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