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La storia

Nel cuore di una fredda notte d'Inverno un uomo a cavallo, durante la ronda, incontra un misero mendicante: impugnata la spada, taglia in due il proprio mantello per donarne una parte al povero. Questo semplice gesto di carità compiuto dal soldato Martino, a quel tempo non ancora battezzato, è stato nei secoli il simbolo dell'uomo generoso; divenuto vescovo di Tours nel 371 e, dopo la sua morte, venerato come Santo più popolare dell'Occidente dove da secoli lo si ricorda e lo si celebra l'undici Novembre. La gioia caratterizzava quel giorno di festa cui partecipava tutto il popolo: si beveva vino nuovo, detto appunto "Vino di San Martino", si accendevano falò festosi, si passeggiava tra i banchi della fiera. Era una data importante anche per i mestieri e per gli affari: iniziava quel giorno l'attività dei tribunali, dei parlamenti, delle scuole; si svolgevano le elezioni comunali, si pagavano gli affitti e le rendite dei campi tenuti a mezzadria e si rinnovavano i contratti. I contadini che non riuscivano a mantenere gli accordi dovevano "fare San Martino", cioè traslocare altrove in cerca di nuovi terreni. Anche a Clusone anticamente era vivo il culto del Santo, e vuole essere proprio un ritorno alla tradizione la manifestazione "Estate di San Martino". Nella suggestiva cornice di Piazza dell'Orologio si potrà riassaporare e rivivere l'atmosfera di gioia e di condivisione che caratterizzava un tempo questa ricorrenza.

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